Le soft skills sono importanti abilità e qualità personali che fanno da collante in tutte le attività, lavorative e non. Competenze trasversali che aiutano gli individui ad adattarsi e ad assumere atteggiamenti positivi che portano ad affrontare efficacemente le sfide della vita quotidiana e professionale. Le soft skills spossono essere potenzialità innate, che si accrescono grazie ad esperienze reali e sono, quindi, il risultato del proprio vissuto personale e del background culturale.
A seconda del contesto di riferimento, vengono chiamate social skills; competenze fondamentali, competenze trasversali, competenze relazionali e sociali, meta-competenze o life skills, una pluralità di denominazioni che però non cambia la sostanza. Ma, la definizione più semplice possiamo ottenerla, anche, per differenza: le soft skills sono tutte le abilità che non rientrano nelle hard skills.
Le hard skills sono, infatti, le competenze tecnico-specialistiche, che dipendono dal bagaglio formativo personale; mentre, le soft skills includono abilità sociali, comunicative, linguistiche, comportamenti che si manifestano a livello sia personale, sia relazionale. Per questo motivo, hard e soft skills vengono considerate competenze complementari, in quanto, le prime definiscono quanto sappiamo, mentre le seconde chi siamo.
Non esiste una lista completa di tutte le soft skills e tra le tante suddivisioni un riferimento è il decalogo delle life skill stilato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), formato da 10 esempi di competenze trasversali suddivisi in 3 macroaree:
Queste soft skills sono considerate competenze trasversali di base, valide per ogni contesto, ma nel corso degli ultimi anni i profondi mutamenti del mondo del lavoro, hanno fatto emergere l’esigenza di definire e sviluppare nuove soft skills per rispondere a contesti lavorativi più fluidi, flessibili e digitali. Ad esempio, in ambienti lavorativi caratterizzati da profondi cambiamenti, sia dal punto di vista organizzativo che tecnologico, le soft skills fondamentali da possedere e incrementare sono flessibilità e adattabilità. Cosi come capacità di ascoltare e comunicare, lavoro di squadra e leadership diventano requisiti ancor più importanti all’interno dei nuovi modelli fortemente collaborativi.
Le soft skills vengono considerate prioritarie anche negli attuali processi di digitalizzazione di aziende e settori produttivi, un contesto che sta affrontando una vera e propria trasformazione culturale e che necessita di figure professionali dotate di buone capacità nel relazionarsi, negoziare, guidare e sponsorizzare il cambiamento.
In un’economia altamente competitiva, quindi, le soft skills sono un fattore cruciale di differenziazione, per le aziende al fine di proporsi sul mercato, per gli individui al fine di entrare nel mondo del lavoro.
Alla fine del 2018 un’indagine condotta su scala globale da LinkedIn su un campione di 5.000 professionisti, ha rilevato come le soft skills erano state citate dal 91% del campione, ritenendole la principale tendenza del mercato. Inoltre, nel 2020 il Cegos Observatory Barometer ha evidenziato come poco meno di un terzo dei dipendenti oggi possiede le competenze necessarie per rispondere alle sfide aziendali, indicando le soft skills come l’area più critica. In particolare, le maggiori carenze si sono evidenziate su tre specifiche competenze: capacità di adattamento, comunicazione digitale e remote management.
Quindi, le soft skills sono vere e proprie risorse intangibili che oggi fanno la differenza e sulle quali si deve ancora investire. Un recente sondaggio globale di IBM Institute for Business Value ha stimato che, per effetto della diffusione dell’automazione, più di 120 milioni di lavoratori nelle 12 maggiori economie mondiali avranno bisogno di reskilling nei prossimi tre anni. Le aziende hanno mostrato preoccupazione per la carenza di figure professionali in grado di gestire, ad esempio, applicazioni basate su intelligenza artificiale e machine learning. Dal sondaggio IBM risulta che le skills più ricercate in assoluto dalle aziende sono tutte soft: flessibilità, adattabilità al cambiamento, capacità di definire le priorità e gestire il tempo lavorativo.
Si evidenzia, quindi, come allo stato attuale esiste un gap sulle competenze trasversali, considerate fondamentali per affrontare le sfide del lavoro nell’era della digitalizzazione e automatizzazione. Da ciò si deduce che si deve ancora fare un grande investimento in termini di formazione sull’individuo con l’obiettivo di avere un capitale umano in grado di essere un sostegno concreto per l’azienda.
In conclusione ecco una lista di soft skills o competenze trasversali che vengono considerate essenziali nel mondo del lavoro: